Il grande orso: recensione

E' per questa specie di hobby-lavoro che ho in mente, che mi sono trovata seduta in sala a guardare Il grande orso. L'avrei altrimenti ignorato. Niente di tangibile, solo residui traumatici delle scuole elementari. Mi portarono a vedere "L'orso", un film di una tragedia cruda, scellerata e scioccante. Che infatti mi scioccò. Così anzichè denunciare le maestre che portarono una classe di seconda elementare a vedere un film senza avere la minima idea di quanto fosse disperato, mi beccai un trauma coi fiocchi. Conseguentemente, quando vedo un orso mi viene un groppo in gola che non sale e non scende. Qualche immagine rimasta troppo nitida sugli occhi mi fa singhiozzare l'anima e spesso, l'unico modo che ho per rifuggire da quell'agglomerato, è disconoscere l’esistenza di altri orsi bruni sulle pellicole. Stavolta ho sfidato la sorte. Ho supposto che trattandosi di un cartone, avesse forzatamente un lieto fine. E' stato il mio modo di fare pace col passato.
Il grande orso è delicato con atmosfere cupe. Efficace senza far parlare gli animali. Educativo senza canzonette. Davvero un ottimo cartone danese che rincuora gli amanti delle belle storie d'amicizia. Per quanto improbabili esse siano.
La sola cosa che posso fare è consigliarlo (a grandi e piccoli) e ringraziare Stefano Calvagna che lo sta distribuendo.
Come sempre, per altre info clic sulla locandina.
Puro.
RECENSIONE

 
<<Credo che sia stato tutto strano. Fin da quando vi ho detto di non lasciare il cortile>>

MissK DiCinema

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