The Lone Ranger: recensione

The Lone Ranger, ovvero il Cavaliere solitario. Lo stesso che venne ideato da George W. Trendle nel lontano 1933 e che vide le forme più varie dello show business. Fumetti, teatri, televisione, videogame, romanzi. Con gli anni cambiò stile, ma non dimenticò mai i valori per i quali fu creato: integrità e onore. Oggi Gore Verbinski lo riporta in auge con il suo film dal budget critico e la sua storia di corruzione ferroviaria. The Lone Ranger ricorda un po' quei Pirati dei Caraibi che vide lo stesso regista cimentarsi in una trilogia dal successo cosmico e torna con lo stesso intento. Accadrà di nuovo? 
Personalmente credo sia arrivato il momento di cambiare squadra, ci sono perecchie similitudini col passato e troppi atteggiamenti (vedi Johnny Depp) già visti, ma la storia va avanti e se ci si concentra sugli ideali, si apprezzano anche i cavalli che saltano dai tetti. Musiche di Hans Zimmer.
Lungo.

RECENSIONE

<<Non c’è più una tribù a cui tornare. Il nostro tempo è passato. Lo chiamano progresso>>

MissK DiCinema

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