In Trance - Recensione

RECENSIONE (senza spoiler)
Danny Boyle [quello tossico di ‘Trainspotting’, quello chiuso ‘127 Ore’ in cella o perennemente in fuga in ‘The Millionaire’] il 29 agosto torna in sala con ‘In Trance’.
Un viaggio allucinato, surreale e doloroso dentro un’amnesia. Un thriller che si muove tra realtà, illusioni e musica. Quest’ultima con il suo tipico ruolo-culmine, talvolta diventa padrona della scena, altre volte la senti arrivare da dietro le spalle e non sai se scansarti o tuffartici dentro. Come nell’incipit elettronico di questo trip psicologico o nella chiusa che quasi urla al posto degli attori.
Se non fosse per il finale ‘In Trance’ sarebbe entrato tra “gli indispensabili”. Teoricamente possibile e praticamente instabile, un cocktail un po’ allungato di ossessioni e ambiguità. Da tenere d’occhio McAvoy e da rivedere per chi ama Boyle incondizionatamente.
Ad ogni modo, Dio benedica la musica e tutti gli stati d’animo che sconquassa! Caleidoscopico.
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<<Nessuna opera d’arte vale una vita umana>>.
 (James McAvoy)


MissK DiCinema

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