Ender's Game di Gavin Hood: recensione

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Alla scuola di guerra spaziale capitanata da un altero Harrison Ford si addestrano adolescenti. Menti pure e malleabili capaci di gestire dati complessi e veloci. Personalità in crescita da indirizzare contro una razza aliena. Tra i soldati bambini c’è un candidato scelto, vincolato però da un’indole tenera e violenta che deve imparare a gestire. Solo trovando un equilibro potrà essere il leader della flotta anti Formicon che minacciano una strage terrestre. Si chiama Ender Wiggins e proviene da un mondo di nascite controllate e da un classico della pagina scritta (Orson Scott Card, 1985).
Tra i giovani guerrieri obbedienti alle regole e ansiosi di essere i primi della classe Ender lo diventa facendo domande, scontando punizioni e cercando di conoscere il nemico, prima di distruggerlo.
A introdurci nel “gioco di guerra” è una danza fluttuante di tute esili e impacciate dentro una bolla interstellare protetta. Il peso del corpo è assente e l’intelligenza vince. Spiccano la strategia, la calma, la determinazione di un ragazzino che con ingegno si promuove guida dell’imminente combattimento. Noi siamo nelle sue mani e i sapienti sono dietro le sue spalle. Lo istruiscono, lo incoraggiano e lo zittiscono, perché nel mondo di Ender regna l’azzeramento delle emozioni e la disumanizzazione delle giovani menti. L’unico obiettivo è vincere la guerra, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, e se qualcuno pone dubbi non va bene.
Con allenamenti tecnici e simulazioni su video(games) si conclude un addestramento futurista, nel quale se non è possibile immedesimarsi nel comando a distanza di astronavi spaziali, è invece immediata la visione di un’identità disintegrata in nome dell’oblio di pietà e comprensione. Il film è un buon set d’azione fantascientifica e drammatica, nella quale gli occhi di un grandioso Asa Butterfield riescono a regalarci speranza e gioia contro la rigidità di un sistema spietato.
Appare quindi epidermica la missione del giovane vincente che, prima ancora di salvare il mondo, deve lottare (da) solo per salvare se stesso. L’ultimo scampolo di coscienza assume così priorità assoluta, ribelle e (forse) inconsapevole. E a quel punto, siamo già tutti con lui.
Coreografico.

<<Nel momento in cui ho veramente capito il mio nemico, lo capisco abbastanza bene per sconfiggerlo, allora in quel momento anche io lo amo>>.

SCHEDA FILM

Titolo: Ender’s Game
Regia: Gavin Hood
Sceneggiatura: Gavin Hood
Cast: Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Abigail Breslin, Harrison Ford, Viola Davis, Ben Kingsley, Moises Arias
Musiche: Steve Jablonsky
Genere: fantascienza
Durata: 114’
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazione: Usa
Uscita: 30/10/2013.

MissK DiCinema

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