Anita B. di Roberto Faenza: recensione

Liberamente ispirato al romanzo Quanta stella c'è nel cielo di Edith Bruck, Anita B. di Roberto Faenza racconta la storia di una sedicenne sopravvissuta ad Auschwitz. Anita per l'appunto, rimasta orfana e ospitata dalla zia in una cittadina al confine tra Praga e Cecoslovacchia. Luogo di (ri)partenza per la protagonista dopo il massacro tedesco e séguito di "Prendimi l’anima" per il regista: <<convinto che Sabina Spielrein (l’amante di Gustav Jung nel film del 2004) avrebbe potuto amarlo>>...

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<<Senza memoria noi non siamo nulla>> 
(Eline Powell - Anita B.)

MissK DiCinema

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