Salvo di Grassadonia e Piazza: recensione

Salvo è un fuorilegge. Spara, imbroglia, parla poco e non ha legami. Per regolare i conti di un tradimento si reca a casa del malcapitato, attende con impassibile pazienza il suo rientro e lo uccide. Niente rimorsi. In una Palermo fiaccata dal caldo e dalla malavita non c’è spazio per la coscienza, e a seguire il radicato codice di leggi e di gerarchie criminose ci sono corpi di solitudini, estranei all’ordinario come ai sentimenti. Salvo (Saleh Bakri) è uno di loro, ombra armata con occhi di ghiaccio che incontrando Rita (Sara Serraiocco) vengono trafitti da uno squarcio di luce senza apparente spiegazione.

Presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2013 (dove mancavamo dal 2005) e vincitore di entrambi i premi della categoria (Migliore rivelazione; Migliore opera prima) il film d’esordio dei due siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza interrompe il circolo viziosamente prosaico della produzione italiana. Salvo cammina a passi intimi di lunghissimi pianisequenza, dentro le atmosfere malinconiche di un western postmoderno: muto o quasi, dove Grassadonia e Piazza sfiorano romanticismo e dolore spingendo il pedale sui dettagli e sull’essenza. Tocco raffinato, sonoro e visivo, inquadrato attraverso una sceneggiatura su cui hanno annotato anche i più piccoli movimenti video con un impatto che ha del subliminale. Rumori fuori campo, urla, spari, mani e poi ombre, spazi aperti come claustrofobici, luci opposte e opposti che si attraggono nell’impossibile amore di chi finora ha visto solo buio e odio.
La storia tuttavia non ha nulla a che fare col tipico intreccio tra persone comuni e malviventi, sotto la superficie di un territorio lacerato dalla mafia risiede infatti la genesi di un miracolo. Quello morale e fisico di due outsider: l’uno curato nell’anima, l’altra guarita della sua cecità.
Per alcuni sarà pure lento, derivativo del corto da cui nasce (Rita) o difeso a oltranza da un pubblico di tecnici del settore, ma Salvo è un’opera di rara cura e filigrana, sanguigno quanto delicato. Si staglia con audace lirismo dentro canoni nazional balocchi e oltrepassa i confini dando prova di un cinema capace di rinnovarsi. Non porterà a casa l’Oscar, ma dimostra che una statuetta non fa un risultato, né tantomeno un talento.

Scheda film

Titolo: Salvo
Regia: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
Sceneggiatura: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
Cast: Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Mario Pupella, Giuditta Perriera, Redouane Behache, Jacopo Menicagli
Musica: Modà ("Arriverà") unico brano
Genere: drammatico
Durata: 103’
Produzione: Acaba Produzioni, Cristaldi Pictures
Distribuzione: Good Films
Nazione: Italia, Francia
Uscita Italia: 27/06/2013.

MissK DiCinema

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