Venere in pelliccia di Roman Polanski: recensione

<<Tutti siamo facilmente spiegabili, ma restiamo inestricabili>>.  

Quando il diavolo bussa cerca l’anima. Roman Polanski lo fa arrivare con tacchi a spillo e trucco sbavato dentro un teatro di terz’ordine.
L’inganno è donna: attraente, bionda e contestataria. Voce dell’inconscio di chi venderebbe l’anima per un’allitterazione e risposta greve all’infatuato: "Non si prende per il culo una dea: così per dire...". 
La dea in questione è Emmanuelle Seigner che si presenta a un provino per interpretare Vanda nella versione teatrale di Venere in pelliccia di Leopold Von Sacher-Masoch. Il regista (Mathieu Amalric) la detesta, indelicata e sboccata com’è, fino a quando l’improbabile candidata fa aprire bocca al personaggio e tutto cambia. Quale miglior modo di intrecciare immaginazione, dramma, cinema e verità? 
L’indefinito sul palcoscenico teatrale e esistenziale di Polanski è di casa, i due protagonisti saltano dai personaggi all’essere se stessi incastrandosi nell’inevitabile groviglio dei due ruoli. Si travestono, si nascondono, mentono e, dentro la sceneggiatura sarcastica, letteraria e romantica del film e dell’opera, recitano la loro tragedia. Dietro le quinte intanto il diavoletto tesse le sue tele, la seduzione aleggia nell’aria e la ricerca della massima teatrale perfetta si fa scrittura. Del languore dell’incontentabile come delle maschere che abbiamo, Polanski, Seigner e Amalric sono gli specchi dei nostri segreti, coinvolti in un duello di attrazione che ci porta dentro il blindato regno dell’istinto che vogliamo difendere.

L’umana natura è a portata di una pièce che non avrà mai repliche. Che vive una sola volta e si fa incatenare al proprio Io senza più alcun filtro. Venere in pelliccia  è la capacità con cui l’autore di Carnage raccoglie sopra un palco 90 minuti di cinema, è la dimora di chi parte dal Masoch-ismo e diventa asceta della voluttà. La distinzione tra ambiguità e ambivalenza si incontra con l’erotismo sfrontato e (volutamente) mal vestito. La recita è solo una parata, dentro il film dimora il mondo imperscrutabile di ognuno di noi, compreso di ossessioni, (s)confessioni, feticci e spaventi.


Scheda film

Titolo: Venere in pelliccia (La Vénus à la fourrure)
Regia: Roman Polanski
Sceneggiatura: Roman Polanski
Cast: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric
Musiche: Alexandre Desplat
Genere: commedia/drammatico
Durata: 96’
Produzione: R.P. Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Nazione: Francia, Polonia
Uscita Italia: 14/11/2013.

MissK DiCinema

Nessun commento:

Posta un commento