Maps to the stars di David Cronenberg: poesia e recensione

La poetica "Libertà" di Paul Éluard irrora l’ultimo lavoro del regista di Cosmopolis. Dai versi che decantano uno splendente baluardo per l’uomo Cronenberg estrae il suo firmamento decaduto, fetido e vuoto, legando a una citazione continua le misere vite dei superstiti di casa Hollywood.  
Maps to the stars è l’ultima sua mutazione, l’ultimo strascico sociale e sociopatico della realtà, l’ultima azione del cinema. Cronenberg ne estrae una porzione di tempo e di spazio per studiare le creature marce che lo popolano, una "Mappa verso le stelle" ormai spente sulla Hollywood Boulevard di Los Angeles e inquinate da psicofarmaci e apparenze. Quello che resta del cinema sono le sue deformazioni, sono le ville dei ricchi in disfacimento annientati da arroganze, spettri e coscienze sporche, vite che estirpano dai loro sogni rimasti gli ultimi momenti di gloria. Non si tratta più di quei giochi “eXistenZiali” che alteravano la realtà, di quelle metamorfosi che lavoravano sui limiti del corpo e della mente (La mosca; Videodrome). Nel 2014 la trasformazione è ormai avvenuta, il crollo morale e fisico non ha niente di visionario e a inquietare il futuro è solo l'agnizione malata dei suoi interpreti. Schizofrenie, depressioni, logorii e assuefazioni che il regista in passato ha inquadrato con virus di ogni genere, tra connivenze macchina-uomo e su realtà parallele, ma che questa volta àncora agli individui: alle disfunzioni del successo, della famiglia, della comunicazione e dei rimossi.
Che fine abbia fatto il cinema è una questione su cui prima ancora si era interrogato Carax dentro le limousine del suo Holy Motors, ma mentre il regista francese chiedeva, cercava di conservare i “motori sacri” dell’azione, Cronenberg brucia corpi e frantuma crani, imbottisce i suoi attori di droghe e guida lo spettatore in un giro turistico di fantasmi. Ciò a cui si assiste è un’estinzione, un addio sanguinario e folle al cinema (si spera come atto filmico e non di carriera). La Libertà con cui la Wasikowska sposa la fine è l’epilogo di una storia che ha tentato di  "fare ammenda", ma nella ricerca del suo obiettivo ha fissato il putrido. Perché qualcosa il cinema se l’è mangiato e la realtà gli ha dato fuoco, impoverendolo della sua fonte essenziale e consegnandolo all’inferno… che in fondo è "solo un mondo senza narcotici".

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome.

Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome.

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome.

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome.

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome.

Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome.

Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome.

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome.

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome.

Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome.

Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome.

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome.

Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome.

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome.

Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome.

Sull'assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome.

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome.

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.

(Paul Éluard).

Scheda film

Titolo: Maps to the stars
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: Bruce Wagner
Cast: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Robert Pattinson, Olivia Williams, Sarah Gadon, Evan Bird, Carrie Fisher, Jayne Heitmeyer, Niamh Wilson, Amanda Brugel
Musiche: Howard Shore
Genere: drammatico
Durata: 111’
Produzione: Prospero Pictures, Sentient Entertainment, SBS Productions, Integral Film
Distribuzione: Adler Entartainment
Nazione: Canada, Usa, Francia, Germania
Uscita: 21/05/2014.

MissK DiCinema

Nessun commento:

Posta un commento