Il giardino delle vergini suicide: stasera in tv

Nel 1999 Il giardino delle vergini suicide segnava l’esordio (nel lungometraggio) di Sofia Coppola, figlia di Francis e rivelazione di un cinema delicato e introverso, drammatico e colto. Una storia (vera) tratta dal romanzo di Jeffrey Eugenides con cui la giovane regista raccontava l’infelice vicenda di cinque sorelle, costrette a vivere in solitudine a causa di una madre religiosamente rigida e di un padre sgradevolmente assente. L’interpretazione del dolore in forma onirica, narrata e sonora (ci sono gli Air nel soundtrack), nonché l’angosciante epilogo sono elementi cruciali del film, il quale accanto ad alcuni rintocchi d’amore accosta l’immutabile asfissia dell’esperienza. Tutto accade eppure nulla si muove, tutto è logorato lentamente, reso statico, malsano e innaturale dentro questo dipinto di confine dove la vita non sboccia. È negata, annientata da catene invisibili, perduta in ogni sua autenticità, privata del sé e della sua linfa, la quale una volta spenta insinua l’idea della liberazione attraverso la morte. Non è Lost in Traslation, ma è un’opera prima elegante e luminosa come le tentazioni (Kirsten Dunst su tutte) che la compongono.

 «Non hai ancora l'età per capire quanto diventi complicata la vita.
Evidentemente lei, dottore, non è mai stato una ragazzina di tredici anni».


Stasera ore 21:00 su Iris (canale 22).

MissK DiCinema

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