Indovina chi viene a cena: citazione sulla (in)civiltà

A proposito di unioni, di giudizi, di pregiudizi, di leggi, di razze, di colori, di umanità… ecco una lezione cinematografica di raro pregio. Era il 1967 e Stanley Kramer interrogava l’America (e non solo essa) sull’amore, sul senso di felicità, sulle scelte, sulla libertà, ma soprattutto sui limiti che gli uomini impongono agli altri uomini, sulla tolleranza e, gioco forza, sul suo opposto. Un film che è diventato cult, anche se su questo blog si preferisce definirlo cinema, quello con la “C” maiuscola.
Tratto da Indovina chi viene a cena, con Spencer Tracy, Katharine Hepburn e Sidney Poitier ecco il monologo di un padre alla sua famiglia, al senso di civiltà… ai posteri.

«Quanto a voi due e ai problemi che dovrete affrontare, a me sembrano quasi inimmaginabili, ma tra questi io non ci sono. E sono anche convinto che quando Cristina, io e sua madre avremo il tempo di parlargli, neanche suo padre sarà più un problema.
Voi però lo sapete, e io so che lo sapete… che cosa sfidate. Ci saranno cento milioni di persone qui negli Stati Uniti che si sentiranno disgustate, offese e provocate dal vostro atto… e queste persone ve le troverete sempre contro, senza un giorno di sosta, per tutta la vita. Potrete cercare di ignorarne l’esistenza, o potrete sentirne pietà per i loro pregiudizi, per la loro bigotteria, per il loro odio cieco o le stupide paure, ma quando sarà necessario dovrete saper stare stretti l’uno all’altra e fare pernacchie a questa gente. Chiunque potrebbe obiettare e non a vanvera a questo vostro matrimonio, gli argomenti sono tanti e non c’è bisogno di cercarli, ma voi siete due esseri perfetti, che vi siete innamorati e che purtroppo avete una diversa pigmentazione.
E adesso io credo che qualunque obiezione possa fare un bastardo contro la vostra intenzione di sposarvi, solo una cosa ci sarebbe di peggio… e cioè che voi due… sapendo quello che fate, sapendo ciò che vi aspetta e sapendo quello che sentite… non vi sposaste».

MissK DiCinema

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