Warm Bodies: stasera in tv (recensione breve)

Tra tanti, ci sono due film sugli zombie che meritano di essere visti. Due lavori che sono opposti, due regie totalmente differenti, due Paesi d’origine con un pensiero di Cinema in contrasto. Uno girato nel 2013 in America (Warm Bodies), l’altro nel 2016 in Corea del Sud (Train to Busan). Il primo ironico, putrescente e romantico, il secondo drammatico, sanguinoso ed esistenziale. La sola cosa che li accomuna è l’idea d’amore che c’è nel mezzo, con la fondamentale eccezione che Warm Bodies strappa sorrisi, mentre Train to Busan strappa più di una lacrima. L’americano ha ovviamente avuto distribuzione (Lucky Red), il coreano ha annusato un soggiorno in sala solo per qualche giorno (grazie alla Tucker). Stasera in tv c’è in prima visione Warm Bodies; da queste parti si preferisce la Corea, ma i paragoni sono spiccioli richiami a uno stesso tema.
Il film di Jonathan Levine è simpatico, un po’ adolescenziale, ma col pregio di prendere in giro i cliché e colorare anziché decolorare la vita. Nicholas Hoult, Teresa Palmer e John Malkovich credono nell’amore e ovviamente, ognuno coi propri mezzi, cerca di salvare quello che resta. Dall’omonimo romanzo di Isaac Marion, alle 21:10 su Italia 1.


MissK DiCinema

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