Dave Made a Maze: recensione inedito

Habitat di follia per bizzarri partecipanti il primo lungometraggio di Bill Watterson è un assemblaggio di 80 minuti di stravaganza lungo le sembianze di una fiaba surrealista. Una specie di moderno libro per immagini scritto da un fanciullo, che però ha trent’anni, è un po’ frustrato e non conclude mai niente. Dave per l’appunto, protagonista sin dal titolo, che inizia per svago a costruire un forte di cartone nel salotto di casa e finisce intrappolato nel suo stesso universo. Burattini animati, voci d’oltretomba, stop-motion,  illusioni ottiche, trabocchetti e mostri di casa si animano fino a vita propria, gli amici dell’ingegnoso ci finiscono dentro e il soggiorno diventa terreno fertile per uno sketch di stralunati.
L’idea è di creare qualcosa di immortale, “qualcosa di cui la gente parlerà” si ascolta a un certo punto, soltanto che l’innocuo giocattolo di sfogo esistenziale si tramuta in un dedalo di ghigliottine. È la creatività come rifugio o trappola, l’immaginazione come culla e condanna di piccoli trentenni che crescono, o provandoci, placano i demoni della realtà realizzando Minotauri nella fantasia.


Per assicurarsi l’indistruttibilità del progetto è basilare poi l'assenza di punti deboli, anche se, morale di questo leitmotiv vuole, sono proprio i difetti che ti salvano la vita. Dave Made a Maze parte dall’assurdo e atterra sulla realtà, sorvolando su qualche eco di Michel Gondry e un po’ di horror carnevalesco. A Watterson  manca lo svolgimento del climax, ma ci sono guizzi amabilmente stupidi,  piacevoli momenti in cui l’esplorazione di questo mondo di carta porta la memoria di un’innocenza più o meno ispirata. Nota di merito alle scenografie di John Sumner e Trisha Gum, ai loro set fatti a mano con oltre 2.000 metri quadrati di cartone di scarto; talvolta ad attrarre sono più le loro costruzioni che alcuni (irrisolti) passaggi narrativi. Definirlo  “progetto passionale” (dice Dave) non giustifica l’approssimazione, ma qui nessuno,  nemmeno gli autori si prendono troppo sul serio. Prova ne è che al momento della scelta del titolo di quest’avventura si infranga il muro della finzione, suggerendo che Dave Made a Maze sia un “pochino scontato”. Avrebbe infatti potuto essere qualcosa di più, ma nella saga di commedie nonsense Watterson  entra con un passo distintivo, insieme a una banda di hipster che, tra rimandi freudiani, confessioni, sangue a coriandoli e scenette desaturate (citazione a Toro Scatenato), gli sta dietro senza far troppe domande.
Perciò come cantano i Tandemoro sul finale ...Yeah!

Scheda film

Titolo: Dave Made a Maze
Regia: Bill Watterson
Sceneggiatura: Steven Sears, Bill Watterson
Cast:  Nick Thune, Meera Rohit Kumbhani, James Urbaniak, Stephanie Allynne, Kristen Vangsness, Scott Krinsky, Frank Caeti, Timothy Nordwind (il minotauro), John Hennigan, Scott Narver, Rick Overton, Adam Busch.
Musiche: Mondo Boys
Genere: commedia
Durata: 80’ 
Nazione: USA 
Anno: 2017
Distribuzione italiana: inedito
VOTO: 7 cartoni.


Trailer ufficiale: qui.

MissK DiCinema

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